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Difficilmente sentiamo parlare di che cosa sia la nonviolenza. I mass media, infatti, riportano maggiormente notizie di violenza, cioè di ciò che definiamo come un insieme di atti che vanno contro la volontà dell’altro. E frequentemente nelle situazioni di abuso vi è proprio l’impossibilità di esprimere un parere contrario e un dissenso per timore delle possibili conseguenze: ciò imprigiona il soggetto in una rete caratterizzata dal silenzio, dalla paura e dal senso di colpa da cui è difficile liberarsi. Alcune delle forme di violenza tra le più conosciute sono quella fisica, quella di genere e quella psicologica, all’interno della quale rientrano anche manifestazioni come il bullismo e il cyberbullismo.

Sebbene si possa pensare che gli unici modi per contrastare e resistere a queste coercizioni possano essere l’utilizzo delle stesse maniere– quindi altra violenza – oppure l’assunzione di una posizione passiva, molti esempi storici si sono fatti portatori di una modalità differente per far sentire la “propria voce”: la nonviolenza.

Questo termine deriva dal sanscrito e significa «non violenza», «assenza del desiderio di nuocere o uccidere». Si riferisce, infatti, ad uno stile di vita e ad un metodo di azione pacifista per combattere le varie ingiustizie: non significa quindi aderire alla prepotenza, ma invece farsi portatori di un’azione rispettosa dell’altro con l’obiettivo di esprimere le proprie idee, mirare al cambiamento e al riconoscimento dei propri diritti. Questo può contemplare anche la disobbedienza ad alcuni ordini o norme: in tal senso, il pioniere di questa “modalità” sembra essere stato il Mahatma Gandhi, in occasione del movimento anticoloniale indiano, ed è proprio in memoria della sua nascita che l’Assemblea delle Nazioni Unite ha stabilito e definito il 2 Ottobre come Giornata internazionale della Nonviolenza. 

A questo esempio si sono succedute altre azioni nella storia, come quelle volte a combattere le differenze razziali in America, condotte da Martin Luther King, e quelle di vari movimenti per la pace, l’ambiente e i diritti. Proprio a partire dal valore attribuito alla presa di parola e alla promozione di una cultura del consenso, l’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus da alcuni anni partecipa a un Tavolo municipale sul tema della nonviolenza ed è impegnata nella realizzazione, in particolare in occasione della Giornata internazionale, di eventi volti a stimolare una riflessione e a valorizzare la nonviolenza.

Molte sono state anche le conferenze e gli incontri dedicati ad approfondire i meccanismi con cui la violenza psicologica si insinua nelle relazioni, ma anche i possibili rischi dell’online (come il cyberbullismo, il sexting o il “discorso d’odio”, ossia l’hate speech). Tutto ciò nell’orizzonte della prevenzione. Sensibilizzare grandi e piccini, infatti, è al cuore dell’attività di Pollicino: conoscere permette di riconoscere e quindi di agire.

 

Articolo di: Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus.

Foto di: Adrianna Calvo