Mille papaveri rossi in Largo Murani

Presentazione della canzone La guerra di Piero:

 

“In questa giornata in cui si ricorda la liberazione d’Italia dal governo fascista e dall’occupazione nazista ad opera dei partigiani, che con i loro atti di resistenza contribuirono a liberare il paese, con i “MILLE PAPAVERI ROSSI riportati da De Andrè ne LA GUERRA DI PIERO ricordiamo e celebriamo i morti nei campi di battaglia dove poi sbocciavano i medesimi fiori.

De Andrè scrisse LA GUERRA DI PIERO nel 1964, in un tempo difficile, quando si aveva paura che potesse scoppiare un nuovo conflitto mondiale a causa della guerra fredda tra USA e Urss, tanto che Papa Giovanni XXIII nel 1963 scrisse PACEM IN TERRIS. L’enciclica proponeva possibili azioni alternative alla dialettica di guerra tra le nazioni.

De Andrè spiega in alcuni suoi scritti il suo modo di essere cantautore con queste parole che lo definiscono “un minuscolo suggeritore di comprensione e tolleranza tra i suoi simili… cantastorie di se stesso e dei suoi molti tormentati fratelli”.

 

Ecco delle brevi riflessioni sulla canzone.

Il testo viene scritto da Fabrizio grazie al ritrovamento del diario dello zio materno, il quale aveva partecipato alla campagna di Albania nel 1939, ed anche grazie alla lettura di poesie dell’epoca..

La canzone ci racconta la storia di un soldato semplice che lascia a casa la sua vita e con altri si trova a marciare “VERSO L’INFERNO” con il desiderio di vedere il naturale corso della natura senza la presenza dei “CADAVERI DEI SOLDATI”. Evidenzia il peso di ogni uomo semplice che è coinvolto in guerra:, sente il carico dell’”ANIMA IN SPALLE” e vede nell’avversario soldato semplice la stessa zavorra. Fa emergere poi le emozioni e i sentimenti che hanno portato semplici uomini ad uccidere gli avversari, alla fine solo per paura…

De Andrè nella canzone invita Piero il soldato, i soldati, e noi tutti a fermarci per ascoltare la voce dei morti in battaglia, che hanno dato la vita in guerra..

I tempi di oggi sono altrettanto difficili, le guerre sono vicino a noi, e le parole scritte sessant’anni fa anche oggi ci invitano a fermarci e riflettere. Vanno  cercate altre strade per risolvere le controversie,  tutte le controversie, da quelle quotidiane a quelle che coinvolgono tutti quegli Stati che oggi cercano una risoluzione attraverso i conflitti armati e non attraverso il dialogo ed il confronto non violento.”

 

Claudia Martucci

Social District Cistà

docente IIS Schiaparelli Gramsci

 

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