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In generale possiamo definire la violenza come un insieme di atti compiuti contro la volontà dell’altro.
Può assumere diverse forme: tra le più note si possono citare quella fisica, di genere e psicologica.

Non è sempre così facile riconoscerla: a volte può essere evidente, altre volte invece può essere silenziosa, lasciando chi la subisce confuso e disorientato, come nelle situazioni di abuso psicologico. Si tratta in questo caso di un fenomeno trasversale all’età, al genere e alla cultura e può essere presente anche in vari ambiti (ad esempio familiare, scolastico, lavorativo, online) della vita quotidiana di una persona.

Talvolta è difficile comprendere come comportarsi quando si subisce una violenza, di qualsiasi tipo.
Spesso, infatti, si crede che l’unico modo per difendersi dai maltrattamenti consista nel seguire una sorta di “legge del taglione”: una vittima di soprusi dovrebbe a sua volta reagire ugualmente per potersi riscattare, aggiungendo così, violenza alla violenza.

La nonviolenza, invece, consiste nell’assumere un atteggiamento opposto, basato proprio sull’evitare di entrare in un circolo vizioso in cui l’unico risultato è l’aumento delle ostilità.

Al fine di diffondere il più possibile questo messaggio e questa prospettiva, è stata istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite la Giornata Internazionale della Nonviolenza, che ricorre il 2 ottobre.
La data non è stata scelta casualmente: il secondo giorno di ottobre del 1869 nasceva infatti Mahatma Gandhi.

 

Leggi l’articolo completo QUI. – Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus.